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chiara castria

 

Chiara Castria nasce nel 1971 a Roma.
Nel 1994 si laurea in Giurisprudenza nell’Università di Roma “La Sapienza” e dal 1996 esercita la professione di avvocato.

Esordisce come artista nel 2004 con la serie dei totem, strutture in rete metallica e tecnica mista (silicone, terracotta e vernici acriliche), ispirate al tragico evento delle Twin Towers.
Del 2010 è l’incontro con l’archeologia del Vicino Oriente.

La spazialità delle grandi architetture naturali che incorniciano i siti archeologici nella regione di Gaziantep, in Turchia, spinge l’artista a sperimentare le possibilità della land art.

Nell’ottobre di quello stesso anno, in occasione dell’ inaugurazione del parco archeologico del sito di Tasli Geçit Höyük, realizza un’installazione di land art sul fondo di un lago prosciugato: una sorta di kilim, tracciato con sei tonnellate di peperoncino in omaggio alla tradizione anatolica, sottolinea la fragilità di qualsivoglia patrimonio artistico.

Nella stessa occasione, a segnare l’ingresso al parco archeologico, realizza l’installazione Assassinato ai piedi dei giganti giace incompiuto il sogno dell’aurora che, successivamente, sarà riproposta nel giardino di una residenza privata di Capalbio (Mutlulk- 2012).

Sempre nell’ambito del binomio archeologia-arte contemporanea, l’artista realizza nel 2011 l’installazione in ferro e juta, Compianto del tempo, in occasione della mostra Kinku, nel cortile rinascimentale del Museo Civico Medievale di Bologna: sei sagome in ferro grezzo, ispirate a sigilli dell’età del Bronzo.
Recentemente acquisita dal Dipartimento di Musica e Spettacolo dell’Università di Bologna, l’opera si propone quale metafora dell’azione distruttiva del tempo, variabile cardine della ricerca archeologica.

È ancora del 2011 l’installazione Lungo i fiumi di Babilonia realizzata in ferro e legno grezzo: ispirata ad un rilievo assiro del VII secolo a.C. della Collezione del Museo Barracco, l’opera è stata esposta, nella piazza antistante il museo, dal 19 luglio 2011 al 15 gennaio 2012.

Nel dicembre 2012 l’artista realizza, per il giardino dell’Hotel De Russie di Roma l’opera Still Leben - forme plastiche di vita silente. E’ la prima di una serie di installazioni che si propongono di esplorare la scultura come forma di discontinuità nello spazio (...).

Del 2013 è l’opera Kinku esposta dal 10 al 14 aprile a Milano durante la “Milanodesignweek 2013”
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Parallelamente l’artista svolge un’intensa attività fotografica: attraverso la stampa di fotografie di grande formato crea i suoi paesaggi della mente, dove le immagini dei "sotterranei" suggeriscono cieli e galassie, perdendo i contorni ed acquisendo una consistenza pittorica.
I soggetti, dalla serie ruggine alle miniere e gallerie, estrapolati dal loro contesto spazio-temporale, sembrano riaffiorare da un tempo remoto, generando uno stupore analogo alla scoperta archeologica.

Del 2012 è il progetto Mini All: le foto si trasformano in oggetti. Stampate su una lastra di alluminio fissata ad una struttura di ferro grezzo, le foto si riducono nelle dimensioni e divengono tridimensionali per sperimentare un nuovo linguaggio espressivo.

Il 23 settembre 2013 inaugura, nello Spazio Arte Sala Umberto, una personale con due serie di lavori: Sotterranei, del 2012 e Wired, del 2011.